venerdì 13 settembre 2013
Ah, quanti diritti negati
Ah, quanti diritti negati,
e quanti doveri dimenticati!
I doveri dei grandi della terra
Che dovrebbero assicurare la pace e non la guerra.
Parlo di quei diritti negati
Ai fanciulli appena nati:
abbandonati al loro destino
che non è il migliore del vicino.
Parlo del diritto alla vita
Che non è sempre garantita.
A TUTTE LE DONNE - Alda Merini
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l'emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d'amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d'amore.
giovedì 12 settembre 2013
One Woman : UNITED NATION WOMEN
From China to Costa Rica, from Mali to Malaysia acclaimed singers and musicians, women and men, have come together to spread a message of unity and solidarity: We are "One Woman".
mercoledì 11 settembre 2013
Cosa sono i Diritti umani?
I diritti umani (o diritti dell'uomo) sono una branca del diritto e una concezione filosofico-politica.
Tra i diritti fondamentali dell'essere umano si possono ricordare, tra gli altri, il diritto alla libertà individuale, il diritto alla vita, il diritto all'autodeterminazione, il diritto a un giusto processo, il diritto ad un'esistenza dignitosa, il diritto alla libertà religiosa con il conseguente diritto a cambiare la propria religione, oltre che, di recente tipizzazione normativa, il diritto alla protezione dei propri dati personali (privacy).
« Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti.
Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. »
Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. »
Armi chimiche SIRIA.
NEW YORK
La ricerca di una via d'uscita diplomatica alla crisi siriana è tornata prepotentemente alla ribalta e ha fatto scattare frenetici negoziati alle Nazioni Unite e a Washington, nel tentativo di mettere a punto una risoluzione del Consiglio di Sicurezza capace di neutralizzare gli arsenali chimici di Damasco sotto il controllo di autorità internazionali.
Il regime siriano ha per ora risposto positivamente alla proposta di disarmo, sponsorizzata dalla Russia. E in serata è arrivato un potenziale passo avanti: Damasco ha ammesso esplicitamente di avere armi chimiche e promesso di cessarne la produzione, di svelare i siti dei suoi arsenali e di firmare la Convenzione contro simili ordigni di distruzione di massa. «Siamo pronti a rivelare i siti, a smettere di produrre e accettare ispezioni russe, di altri paesi e delle Nazioni Unite» ha detto il ministro degli Esteri Walid al-Moallem a una tv libanese. «Siamo disposti a cooperare all'iniziativa della Russia visto che vogliamo diventare firmatari della Chemical Weapons Convention».
Se l'apertura di Mosca e Damasco troverà conferme concrete potrebbe imprimere una svolta alla crisi. La Casa Bianca di Barack Obama, che ieri notte si è rivolto all'opinione pubblica con un discorso alla nazione per riaffermare la necessità di risposte determinate agli eccidi del regime di Bashar al-Assad, ha deciso di mettere alla prova la soluzione politica: ha dato il via a fitte consultazioni al Palazzo di Vetro con i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, Francia, Gran Bretagna, Russia e Cina. Mentre al Congresso statunitense è in preparazione una mozione per dare a sua volta tempo all'Onu di assumere il controllo degli arsenali siriani.
Gli ostacoli però non mancano e le trattative per chiarire se un compromesso è possibile richiede giorni: Parigi ha fatto circolare una bozza che prevede il ricorso all'articolo 7 della Carta Onu, cioè alla minaccia di uso della forza in caso di violazioni. Ma il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius ha fatto sapere che il responsabile della diplomazia del Cremlino Sergey Lavrov, autore della proposta sulla consegna delle armi chimiche siriane, si è opposto a opzioni militari. Dietro richiesta di Mosca il Consiglio di Sicurezza è stato convocato ieri sera d'urgenza: nella riunione Mosca aveva intenzione di offrire una semplice “Dichiarazione presidenziale” del Consiglio, un documento meno vincolante di una risoluzione, che chiede al Segretario generale dell'Onu e all'organizzazione per il rispetto della Convenzione sulle armi chimiche di farsi carico degli arsenali di Damasco. In serata però la riunione è sfumata. «La proposta russa conferma che non esistono alternative a una soluzione politica e diplomatica del conflitto» è il commento di Mosca.
FONTE : http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-09-11/siria-ammette-armi-chimiche-064458.shtml?uuid=AbVTxSVI
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